L'Assemblea Nazionale francese approva la legge anti-pirateria
Autore: Walter Benedetti
Data: 14-05-2009


CNet, così come numerose fonti di informazioni on-line, annunciano il via libera francese alla legge fortemente voluta dal presidente Sarkozy per combattere la pirateria informatica.
L'approvazione delle leggi francesi passa attraverso il Parlamento della Repubblica, esattamente come per l'Italia, con la differenza che le due camere prendono il nome di Senato (camera alta) e Assemblea Nazionale (camera bassa). Il testo di una legge deve essere approvato, identico, da entrambe le camere. Qualora non si giungesse all'approvazione del testo, l'ultima parola spetta all'Assemblea Nazionale, cosa che costituzionalmente rende questa camera più potente del Senato.

Raramente si giunge ad una situazione di questo tipo, dove l'Assemblea Nazionale contraddice quanto espresso dal Senato, ma è proprio il caso della controversa legge anti-pirateria. Prenderà dunque vita un comitato chiamato Hadopi, incaricato di vigilare e rintracciare pirati della rete, applicando provvedimenti incrementali, nel numero di tre, di crescente severità. Ad un primo avvertimento tramite mail seguirà, in caso di comportamento recidivo, una lettera personale, corrispondente alla nostra Raccomandata. L'ultimo passo, il più tenuto, prevede di impedire la connessione alla rete per il recidivo, per un periodo di almeno un anno.

E' questo il passo più controverso in quanto in netto contrasto con un emendamento UE, che considera l'accesso ad Internet un vero e proprio diritto, revocabile solo per mezzo di un provvedimento della magistratura. L'opposizione socialista francese ha già annunciato di voler far ricorso alla Corte Costituzionale, facendo leva proprio sull'emendamento UE. Una vicenda quindi che potrebbe non essere finita qui.

E' dunque la Francia a fare il primo passo concreto per arginare il download illegale dalla rete di materiale coperto da copyright, specie attraverso i software P2P.

Il principio in sé è sacrosanto, nessuno lo nega. Si può essere o non essere d'accordo con il concetto di copyright o diritto d'autore, ma è un fatto che questo esiste ed è da sempre tutelato con leggi più o meno precise. L'avvento della rete ha però scombussolato le carte in tavola di un mercato molto fiorente, spiazzando letteralmente legislatori e artisti, portando ad un ridimensionamento dell'indotto del mercato discografico e cinematografico senza precedenti.

Cosa succede in Francia e perché la legge è da molti osteggiata e ritenuta controversa?
La legge si propone di scoraggiare il download di materiale coperto da copyright senza averne diritto passando da tre livelli di provvedimento, di severità crescente.

Primo livello: nessuna multa in denaro e nessun rimborso a chi detiene i diritti d'autore, ma un semplice richiamo formale a non farlo più.

Chi si occupa di vigilare?
Un ente creato ad hoc, HADOPI, Haute Autorité pour la Diffusion des Ouvres et la Protection des Droits sur Internet, che si prenderà la briga di richiamare ad un comportamento compatibile con la legge a mezzo di raccomandata ed e-mail. L'utente recidivo vedrà inasprirsi i provvedimenti a proprio carico, con una "pena" che prevede la disconnessione dalla rete per un periodo da qualche mese ad un anno.

Inevitabili le polemiche conseguenti a questa scelta che, sebbene cerchi di arginare un fenomeno sicuramente illegale, costringe gli enti chiamati a vigilare ad un vero e proprio controllo delle attività di navigazione, con tutti i problemi di privacy ad esso connessi. Anche la Commissione Europea si dice perplessa, facendo notare come la repressione non sia probabilmente la scelta migliore. Privare l'utente della connessione inoltre viene considerato un provvedimento eccessivo, sicuramente sproporzionato alla colpa.

E-mail: walterbenedetti@afterlife.it
 

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