"Internet nuovo Far West"
Autore: Vittorio
Data: 05-09-2009


[www.repubblica.it]
Web sempre più insicuro e hacker sempre più raffinati. E' quanto emerge da "X-Force 2009 Mid-Year Trend and Risk Report", l'indagine semestrale a cura del centro studi della IBM che fotografa e descrive le minacce presenti sulla Rete. Dipingendo a tinte fosche il futuro della sicurezza su internet. Virus usati per sottrarre informazioni personali, link a pagine web pericolose e documenti in PDF contenenti codici dannosi. Tutte armi non convenzionali usate dai pirati informatici nella loro battaglia nell'immenso mare della rete.

Sintomatico un dato su tutti: nell'ultimo anno vi è stato un aumento del 508% nel numero di link a siti potenzialmente pericolosi. Link che a prima vista sembrano innocui essendo presenti all'interno di siti, blog e riviste online ritenuti tendenzialmente sicuri. Raddoppiati anche i documenti in PDF che nascondono al loro interno contenuti sospetti sapientemente offuscati dagli hacker. Una tipologia d'attacco diventata la preferita dai sicari del web. Resta alta l'allerta sul grado di vulnerabilità di browser e sistemi client, spesso non aggiornati con le ultime patch di sicurezza e quindi facilmente attaccabili. Ai primi posti resiste il fastidioso spam via mail, e ritorna quello basato sul download di immagini. Resta alta la preoccupazione per il phishing, il furto d'identità via internet commesso attraverso messaggi che utilizzano loghi para-istituzionali per sottrarre codici di carte di credito, numeri di conto corrente e codici di documenti.

Il commento del direttore di IBM X-Force, Kris Lamb, non lascia spazio all'ottimismo. "I trend che abbiamo rilevato, sembrano rivelare una fondamentale debolezza della sicurezza nell'ecosistema web, in cui l'interoperabilità tra browser, plugin, contenuti e applicazioni aumenta enormemente la complessità e il rischio". Come dire che alla rincorsa verso un web sempre più integrato non corrisponde una pari attenzione verso la sicurezza. "Il web sembra sempre più simile ad una riproduzione digitale del Far West, dove non c'è nessuno di cui fidarsi pienamente, una sorta di tempesta perfetta digitale sotto cui nascondere le attività criminali - aggiunge Lamb - Nessun sito è completamente sicuro, nessun utente è completamente al riparo dalle minacce".

Cybercrimes che non riguardano solo gli utenti privati, ma che spesso colpiscono anche le istituzioni pubbliche. Negli ultimi anni negli States si sono succeduti una serie di crimini che hanno destato preoccupazione per la sicurezza nazionale. Nel marzo di quest'anno i progetti del Marine One, l'elicottero presidenziale del presidente Barack Obama, vengono rubati dagli hacker e diffusi sulle reti mondiali per il download illegale. Ad aprile, dai computer del Dipartimento della Difesa americano vengono sottratti i dati riguardanti l'F-35 Lightning II, un bombardiere da 300 milioni di dollari, considerato l'ultimo gioiello dell'aviazione americana. Nel luglio 2007 sulle reti p2p compaiono, liberamente scaricabili, i diagrammi e gli indirizzi Ip della rete di comunicazione segreta del Pentagono.

Proprio per proteggere i network militari il Pentagono ha ufficializzato nel giugno scorso la creazione del primo quartier generale per combattere i crimini informatici contro la pubblica amministrazione statunitense. Una struttura militare denominata Cybercom con il compito di combattere gli hacker. Cybercop contro cybercriminali.

Anche l'Unione Europea ha una propria struttura per proteggersi dai pericoli del web. Si chiama Enisa, ed è l'Agenzia europea per il controllo della sicurezza delle reti e dell'informazione. Diretta dall'italiano Andrea Pirotti, assiste gli Stati membri della Ue nel raggiungere adeguati livelli di sicurezza contro i crimini informatici. In Italia è enorme la diffusione delle frodi on line: proprio grazie al phishing nello scorso anno circa 80 milioni di euro sono finiti nelle tasche dei pirati informatici.

Nel rapporto dell'IBM X-Force compare anche un catalogo delle minacce identificate dal 1997. Un database dove sono schedati circa 43mila virus. Un indice dei programmi proibiti composto per la metà dagli oramai famigerati Trojan.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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