E la serie A...
Autore: Vittorio
Data: 17-10-2011


[www.fantacalcio.it]
E la serie A...
prolunga la sosta

Così tanti 0-0 non si erano mai visti, nell’era dei 3 punti. Una capolista a così bassa quota nemmeno. Così pochi gol sì, ma raramente: l’anno scorso alla nona giornata, ad esempio, ce n’erano stati appena 13, uno in meno di questo weekend. Insomma, è stato un turno all’insegna dei record, compreso il peggior inizio di sempre dell’Inter nei tornei a girone unico e i tre tabù infranti nel derby che ha chiuso il programma: la Lazio che torna a vincere la stracittadina dopo 4 sconfitte consecutive (5 contando anche la Coppa Italia), Reja che per la prima volta in carriera batte la Roma, al 14° tentativo (2 pareggi e ben 11 sconfitte prima di ieri e 7 ko in altrettante gare interne) e i giallorossi che per la prima volta perdono un derby giocato senza Totti (5 vittorie e 4 pareggi nei 9 precedenti).

Un turno a suo modo sfizioso, insomma. Ma non certo per il Fantacalcio. Nessuna doppietta e solo 12 dei 14 gol sono arrivati su azione (rigori a segno per Lodi ed Hernanes). Come se non bastasse, tra quei 12 compaiono nomi improbabili, tipo Gobbi e Modesto, che consentono ai difensori di mantenere la scarna media di 2 reti a giornata ma non di alzarla, per proseguire con Nocerino e Mascara. Altri, già più ipotizzabili, non erano comunque mai andati a segno prima, in stagione. Non solo Robinho, al debutto in campionato, ma anche Almiron, Ramirez e Acquafresca. Chi resta? Oltre ai due rigoristi citati, solo Cambiasso, Cassano, Osvaldo e Klose, gli unici giocatori già presenti nella classifica marcatori ad aver regalato un +3 nella settima. Insomma, si rischia il record di 0-0 anche nel nostro gioco, in molte leghe.

Cinque partite senza gol non si registravano dalla 33ª giornata del campionato 1988-’89. E se da una parte quel dato è più rilevante essendoci allora solo 9 partite contro le 10 attuali, dall’altro va detto che a quel tempo non esistevano ancora i 3 punti per vittoria, il che rende più impressionante l’exploit alla rovescia di ieri. Un evento che, oltretutto, non si può nemmeno considerare più di tanto eccezionale, se si pensa che il numero degli 0-0 nelle prime 60 partite di campionato è aumentato progressivamente nelle ultime stagioni. Erano stati 4 nella stagione 2008-’09, per salire a 7 nel torneo seguente e a 8 l’anno scorso, fino agli 11 attuali. E in fatto di gol totali siamo in linea con la scorsa stagione: 142 contro i 141 al sesto intermedio 2010-’11, media di 2,37 a partita. L’anno scorso la notte del gol si protrasse fino alla 12ª, quando si raggiunse un imbarazzante 2,15, poi la serie A si svegliò, crescendo da lì in poi fino al dignitoso, benché non esaltante, 2,51 finale. Resta il fatto che in Italia si segna poco e non è una novità, il succo del discorso è tutto qui.

E dire che, prima del sonno profondo di ieri pomeriggio, si erano anche viste delle buone partite quest’anno, quantomeno sul piano dell’intensità se non proprio della cifra tecnica. Forse ha inciso la pausa, che è tutto fuorché una pausa soprattutto per le grandi, infarcite di nazionali che tendono a stancarsi di più quando il campionato è fermo che quando si gioca. Le piccole, che ne hanno meno, hanno la possibilità di preparare meglio la partita successiva alla sosta e riescono così a imbrigliare più efficacemente le big di turno. Così è rimasta a secco la Juve a Verona (palo di Del Piero e poco altro), al pari dell’altra capolista Udinese, salvata in un paio di occasioni da Handanovic a Bergamo. Scendendo in classifica, troviamo il Cagliari bloccato in casa dal Siena e Napoli e Palermo sconfitte da Parma e Milan, per un totale di zero vittorie per le prime 6, comprendendo anche l’Atalanta che sarebbe stata nel gruppone delle terze senza la penalizzazione.

In chiave scudetto è stato quindi un turno pro-Milan, l’unica delle favorite a incamerare i 3 punti, con conseguente riduzione del gap dalla vetta ad appena 4 lunghezze. Una prova convincente, quella offerta dai campioni, contro un Palermo mai in partita. Di certo il ritorno di Robinho non ha danneggiato Allegri, ma ancor più importanti sono stati Ibra e Cassano, dopo il clamore suscitato dalla confessione dei rispettivi malesseri. Ben diversa la situazione dell’Inter, che sembra aver già esaurito gli effetti benefici della cura Ranieri. Gli infortuni continuano a martellare senza pietà ma, più del valore di chi non c’è, a preoccupare è la condizione fisica di chi c’è: se dei 13 gol incassati (nessuno ha fatto peggio), ben 11 sono arrivati nei secondi tempi (e il totale sale a 15 su 18 considerando tutte le competizioni), probabilmente non è un caso. La rimonta subita a Catania lascia i nerazzurri al penultimo posto con Bologna e Lecce, davanti al solo Cesena. E 4 punti con altrettante sconfitte in 6 partite rappresentano, come detto, un record storico negativo.

La Lazio ribalta un derby romano più divertente e meno nervoso del solito. Oddio, l’immancabile rosso ci è scappato anche stavolta, ma per fallo da ultimo uomo, quello di Kjaer, che ha raggiunto così Mutu, Pinzi e Kaladze sul taccuino dei cattivi della settima giornata. Episodio che, unito al conseguente rigore, ha sancito la svolta in favore dei biancocelesti. Se sulla sponda giallorossa si registra il quarto centro consecutivo di Osvaldo, Reja si coccola la coppia delle rimonte Hernanes-Klose: coi loro gol la Lazio era passata dallo 0-1 al 2-1 già a Cesena e a Firenze. E la classifica ora dice 3° posto a un punto dalla coppia di testa.

Non sono invece bastati i “titolarissimi”, tutti in campo nonostante l’imminente happening europeo col Bayern, per consentire al Napoli di venire a capo del Parma, che ha conquistato al San Paolo i suoi primi punti esterni imponendo agli azzurri il secondo stop stagionale. Passano gli anni, ma il dna della squadra di Mazzarri resta sempre quello: quando gli avversari attaccano e si può ripartire funziona tutto a meraviglia, quando si chiudono la musica cambia radicalmente. E sempre tra le sorprese vanno annoverati il pareggio colto dal Lecce a Marassi e la prima vittoria stagionale del Bologna, sul campo di un Novara sfortunato quanto ingenuo.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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