Implacabile Di Natale
Autore: Vittorio
Data: 07-11-2011


[www.fantacalcio.it]
Dal rinvio doveroso di Genoa-Inter a quello più controverso di Napoli-Juve, l’undicesima giornata inaugura il freezer fantacalcistico lasciando praticamente tutto in sospeso. Pur trattandosi di appena 4 squadre su 20, infatti, è il nome delle squadre in questione a rendere complicato non solo mandare agli archivi ma anche solo farsi un’idea di massima sull’indirizzo preso dalle nostre sfide domenicali: troppi giocatori importanti devono ancora scendere in campo.



Questione recuperi: per la sfida di Marassi si parla del 14 dicembre, per quella del San Paolo si profila un braccio di ferro tra le società, con la Juve che, se potesse, giocherebbe già oggi, e il Napoli che, al contrario, mira a differire il più possibile l’impegno, posticipandolo a dopo la chiusura dei gironi di Champions. Al momento, comunque, la data più probabile sembra essere il 29 novembre.



E’ stata una giornata velata di tristezza per la tragedia che ha colpito Genova venerdì. Sarà per quello, sarà per le difficili condizioni atmosferiche su molti campi, fatto sta che di spettacolo se n’è visto pochino. Diciassette gol, tra cui un rigore (Ibrahimovic) e un autogol (Lodi) e nessuna marcatura multipla. E’ stata una normale giornata in ufficio per il Milan (18 gol nelle ultime 5 partite) come per Totò Di Natale, che anche in contesti di magra generale il suo timbro non lo fa mancare mai: con quello al Siena fanno 8 gol in stagione e 65 nelle ultime 80 partite giocate in campionato. Ma Di Natale ha 34 primavere. Come Zambrotta, tornato al gol in serie A dopo più di 3 anni (l’ultimo risaliva a Milan-Lazio 4-1 del 21 settembre 2008), mentre Sculli ha già compiuto i 30. Il 26enne Rigoni e il 22enne Bolzoni, quindi, oltre ad aver realizzato il loro primo centro in stagione (e per il centrocampista del Siena si tratta anche del primo assoluto in A), sono stati anche gli unici under 30 italiani capaci di andare a segno in questo weekend. E visto che in entrambi casi non stiamo certo parlando di progetti di goleador per il futuro, vien da chiedersi dove si stiano nascondendo i nostri giovani bomber. Ammesso che ce ne siano. Perché sapete quanti dei 239 gol fin qui realizzati in questo campionato sono stati messi a segno da attaccanti italiani sotto i 27 anni (escludendo gli oriundi, prodotti di altre scuole calcistiche)? Nove. Diconsi NOVE. Il 3,8%. Ogni commento è superfluo. Ma ci torneremo.



Un’altra curiosità riguarda la collocazione oraria delle partite. Una volta si giocavano tutte in contemporanea la domenica pomeriggio e molti rimpiangono questa consuetudine di un calcio che fu. Ebbene, a giudicare dall’andazzo di questa stagione, ci sarebbe, al contrario, da benedire spezzatini e turni infrasettimanali, visto che nelle 45 partite disputate fin qui la domenica alle 15 sono stati realizzati appena 81 gol (1,8 per match), contro i 158 in 53 gare andate in scena in giorni e orari diversi (quasi 3 di media). D’accordo che le grandi squadre giocano più spesso in anticipo o posticipo, ma la differenza balza all’occhio comunque.



Il Milan, dunque, è tornato a far paura. Passato a rullo anche il baldanzoso Catania “ammazza-grandi” con il rigore di Ibra, l'autorete di Lodi e i gol di Robinho e Zambrotta, tra una sosta e l’altra Allegri ha messo in carniere 15 punti su 15, proprio come da tabella da lui stilata dopo il difficile avvio. E se dal 13° posto occupato un mese fa non è ancora balzato al comando lo si deve, oltre allo stop forzato della Juve, alla caparbietà di Udinese e Lazio, che non ne vogliono sapere di scendere dalla giostra e si godranno due settimane di leadership a braccetto. I friulani, oltre al solito Totò, ringraziano il sempre più incisivo Basta, che spiana la strada dopo meno di 1’ col Siena (inutile il guizzo di Bolzoni), i biancocelesti ringraziano… Klose, anche quando non segna: sua la prorompente iniziativa alla base del gol-vittoria di Sculli a 5’ dal termine col Parma.



Una squadra in controtendenza, quella di Reja, visto che ha ottenuto 13 dei suoi 21 punti in trasferta in un campionato che, fin qui, è stato condizionato più del solito dal fattore campo: quasi metà delle partite (il 48% per la precisione, 47 su 98) si è concluso con la vittoria della squadra di casa. Con due exploit emblematici: quelli di Udinese e Palermo, entrambe infallibili fin qui davanti al loro pubblico: 5 successi in altrettante gare. Alla legge del Barbera non è riuscito a sfuggire neppure il Bologna dell’ex Pioli. Che avrà sorriso alla notizia del forfait di Pinilla e delle condizioni approssimative di Miccoli, per poi tirare un altro sospiro di sollievo dopo l’infortunio di Hernandez, ma è stato comunque messo sotto dai trequartisti (Zahavi e Ilicic), piegandosi anche al primo gol in rosanero di Silvestre, il capocannoniere dei difensori dello scorso campionato. Unica nota lieta in chiave rossoblù, un fenomenale Ramirez: la squadra, al momento, sembra aggrappata ai suoi gol e alle sue giocate.



La Roma (3 sconfitte nelle 4 partite precedenti), rialza la testa a Novara. Risolvere il cubo di Rubik era una bazzecola a confronto con l’impresa di indovinare formazioni e posizioni dei giocatori in campo con Luis Enrique, ma almeno stavolta la squadra ha risposto, non senza tremare (grande intervento di Stekelenburg su Meggiorini), ma riuscendo poi a scappare con Bojan (superbo assist di Pjanic) e Osvaldo, al 5° sigillo personale. Tre pareggi e 4 sconfitte nelle ultime 7 partite per i piemontesi, che non vincono dal famoso 3-1 all’Inter del 20 settembre.



Ma ci sono anche altre squadre che non riescono a rimettersi in moto. Ad esempio il Cagliari, che non vince da 5 match e a Bergamo si è dovuto inchinare al 7° acuto stagionale del vice-bomber della serie A Denis, e ovviamente il Cesena, cui non sono bastati neppure l’avvicendamento in panchina e il rientro dalla squalifica di Mutu per produrre una scintilla d’orgoglio: la sconfitta casalinga con il Lecce, firmata Cuadrado, profuma di resa anticipata per i romagnoli, ancora a secco di vittorie in stagione, mentre i salentini agguantano l’Inter al quart’ultimo posto interrompendo una striscia di 7 gare senza affermazioni (con appena 2 punti all’attivo). E torna a sorridere anche il Chievo, dopo un filotto di 3 sconfitte. Luca Rigoni potrebbe aver messo la sua firma in calce alla lettera di esonero di Mihajlovic dalla guida tecnica della Fiorentina: ne sapremo di più nelle prossime ore.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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