Juve, fuga virtuale
Autore: Vittorio
Data: 21-11-2011


[www.fantacalcio.it]
gol irregolare convalidato a Thiago Motta, quelli regolari annullati a Cavani e Seedorf, i rigori non concessi al Milan a fronte di altri quantomeno generosi disseminati qua e là. Fino alla madre di tutte le fesserie: la splendida rovesciata vincente di Osvaldo cancellata dell’ennesimo strafalcione di una dodicesima giornata che passerà agli annali come uno dei punti più bassi raggiunti dalla nostra classe arbitrale negli ultimi anni. Noi, come chi ci legge sa bene, abbiamo sempre preferito non alimentare il fuoco delle polemiche, consci della casualità di certi episodi e della loro scarsa rilevanza a lungo andare, come suggerisce la legge dei grandi numeri. E’ anche vero, però, che in weekend del genere risulta complicato sfrondare l’analisi da tutto ciò che non è rigorosamente tecnico. Per cui, mai come oggi, è il caso di guardare alle prestazioni più che ai risultati, visto che i secondi non sempre sono scaturiti dalle prime.



E’ stata buona quella del Milan a Firenze, è stata ottima quella del Napoli contro la Lazio. Se nessuna delle due ha vinto è stato per le circostanze di cui sopra ma anche per una certa tendenza a piacersi troppo da parte rossonera (qualche fronzolo eccessivo e poca concretezza) e per le parate di uno straordinario Marchetti al San Paolo. A Pato è bastata una manciata di minuti al rientro per timbrare un palo e creare il panico nella difesa viola, Cavani e soci, invece, hanno timbrato ripetutamente i guantoni dell’ex portiere della nazionale, ma anche ai biancocelesti, privi di Klose e di entrambi i centrali difensivi titolari, va comunque un plauso per aver retto in condizioni difficili.



Due pareggi, quelli di sabato sera, che hanno spianato la strada ad una mini-fuga virtuale della Juve, prima con la Lazio nonostante una partita da recuperare. Concentrata, determinata, feroce e persino bella, la squadra di Conte, nel senso meno italiano del termine. E cioè per espressione di gioco collettivo e non, come siamo ormai abituati a vedere da noi, per i numeri estemporanei dei singoli. Il velo di Matri che ha chiuso la partita col Palermo, favorendo il 3-0 di Marchisio dopo i centri di Pepe e dello stesso Matri, spiega tante cose. Lì 9 attaccanti su 10 avrebbero tirato in porta, e se il difensore avesse ribattuto pazienza. Ma è proprio il decimo a marcare la differenza, per il senso di Squadra, con la s maiuscola, che traspare da un simile gesto. La Juve lo è o lo sta rapidamente diventando. Poi si potrà discutere quanto si vuole su quelle disfunzioni del reparto difensivo che hanno concesso ai siciliani le occasioni per scrivere una storia diversa o sul fatto che in fondo i bianconeri abbiano battuto un avversario che in trasferta, fin qui, ha raccolto un solo punto. Si potrà ribadire che il Milan resta qualitativamente superiore e numericamente più profondo. Tutto vero. Ma la sensazione che in riva al Po stia succedendo qualcosa di importante resta e si fa sempre più strada.



Cade invece l’Udinese, appesantita più di altre dagli impegni delle nazionali per il semplice fatto di non possedere giocatori di pari livello da proporre in alternativa. A Parma colpiscono Biabiany e Giovinco su rigore e Handanovic incassa così in una sola partita metà delle reti subite nelle 10 gare precedenti. La Roma prima domina e poi soffre ma alla fine porta a casa i 3 punti contro il Lecce grazie ai primi gol italiani di Pjanic e Gago. Bertolacci (romano, romanista e di proprietà della Roma) mette paura nel finale ma, nonostante la serata stregata di Bojan e il capolavoro di Osvaldo cancellato dall’assistente Carrer, Luis Enrique festeggia una vittoria che riporta i giallorossi al 5° posto.



Antonelli si fa espellere e Marco Rigoni stampa sulla traversa il pallone del possibile 0-1, poi Meggiorini ristabilisce ingenuamente la parità numerica e Veloso punisce a 4’ dal termine: Genoa su, Novara che sprofonda a -1 dall’ultimo posto. Già, perché un’invenzione di Parolo regala al Cesena la prima vittoria stagionale (e il bis in esterna nel derby dopo il successo che valse mezza salvezza l’anno scorso), il Bologna cade al Dall’Ara per la quarta volta in 5 partite e subisce il sorpasso dell’Inter, ora quint’ultima con una partita in meno. Strada spianata dal gol in fuorigioco di Motta, per i nerazzurri, ma anche… dall’infortunio di Sneijder. Coutinho (destinato alla panchina e invece gettato nella mischia dall’inizio) e Ricky Alvarez (dalla tribuna alla panca e poi al campo nella ripresa) sono infatti i principali artefici del successo sul Cagliari. Il brasiliano griffa il 2-0 al rientro dopo un mese di stop, Larrivey prova a far aleggiare qualche spettro su San Siro, ma non basta.



Pellissier si sblocca dal dischetto (non segnava da settembre), poi omaggia Sammarco del facile tap-in del 2-0 a Catania. Almiron accorcia ma il Chievo passa al Massimino e sorpassa il Catania in classifica. Bella e nervosa la sfida del Franchi, dove l’Atalanta scappa due volte con Denis, ma si fa riacciuffare da D’Agostino e Gazzi.



Quella di Denis è l’unica doppietta di un turno da 20 gol, 4 dei quali realizzati dal dischetto (Pellissier, Giovinco, D’Agostino e proprio Denis). Fallisce invece Lodi e per Sorrentino si tratta della seconda prodezza da +3 in stagione. Per l’argentino dell’Atalanta arriva così il sorpasso a Di Natale in vetta ai marcatori con 9 reti. Prodezza ancor più degna di nota se si considera che, a parte lui, su azione sono andati a segno solo 3 attaccanti: Larrivey, Matri e Biabiany. Col rigore di Pellissier si arriva a quota 6 reti, contro le 14 messe a segno dai centrocampisti, con Giovinco (salito a quota 7) e Marchisio (5) a guidare il plotone e ben 7 battesimi del gol in stagione (Coutinho, Parolo, Sammarco, Pjanic, Gago, Bertolacci e Gazzi). Centrocampisti che si riavvicinano così alle punte per numero totale di gol realizzati in questo campionato: la differenza adesso è di appena 16 reti (121-105), ossia solo il 13,2% in meno. Per capirci, l’anno scorso a fine stagione i gol furono 311 contro 523, il 40,5% in meno. Strappo ricucito in parte per merito dei centrocampisti (passati da 0,82 a 0,97 gol a partita) ma soprattutto per demerito delle punte (da 1,38 a 1,12). E i difensori? Silenzio assoluto, ma non è una gran novità.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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