Scosse Juve e Ibra
Autore: Vittorio
Data: 29-11-2011


[www.fantacalcio.it]
Il recupero di Napoli-Juve si annuncia come uno spartiacque per comprendere quale direzione prenderà il campionato. Gruppo ancora compatto o prima vera fuga stagionale? Perché un’eventuale sconfitta farebbe precipitare gli azzurri a -12 dalla vetta, eliminando virtualmente una delle principali candidate al titolo nei pronostici della vigilia e scavando un solco di 4 lunghezze tra la squadra di Conte e i primi inseguitori (Milan e Udinese). Un successo dei partenopei, al contrario, non solo manterrebbe tre squadre racchiuse in un punto al vertice (con la Lazio a -3), ma farebbe tornare in corsa lo stesso Napoli, a -6.



Riflessione dettata dai risultati di un 13° turno che ha confermato, qualora ve ne fosse bisogno, che i bianconeri fanno sul serio (battere la Lazio all’Olimpico, di questi tempi, non è impresa da tutti), che il Milan quando è al top è la squadra meno contenibile della serie A (e in questo momento lo è), che l’Udinese ha la forza per rialzarsi anche dopo inattese battute d’arresto, mentre il Napoli continua a far fatica a gestire il doppio impegno campionato-Champions e la Roma non è ancora pronta per dire la sua a certi livelli.



Ha saputo soffrire, ha avuto anche quel pizzico di fortuna che non guasta (del resto una capolista sfortunata non si è mai vista), ma ha anche confermato tutte le sue qualità, collettive prima ancora che individuali: la Juve a Roma ha superato la classica prova di maturità, trovando ancora con Pepe (come l’anno scorso) il gol-vittoria e uscendo indenne dalla buriana di inizio ripresa, culminata nel palo di Hernanes. Il Milan ha risposto a 24 ore di distanza superando in scioltezza il Chievo in una partita di fatto mai esistita. Ibrahimovic raggiunge quota 100 gol in serie A e ne aggiunge subito uno, Thiago Silva e Pato (non segnava da aprile) completano lo score prima ancora dell’intervallo. Il resto è accademia, con percentuali barcelloniane nel possesso palla (70%) e una sensazione di strapotere, se vogliamo, superiore a quella che regalava la squadra di Allegri l’anno scorso di questi tempi.



Al Napoli serve invece una zampata di Cavani al 94’ per raddrizzare una partita quasi compromessa dall’immancabile timbro di Denis a Bergamo. Estrapolato dal contesto è un buon punto, considerando anche lo stato di forma dell’Atalanta, ma le rivali hanno cambiato marcia e la squadra di Mazzarri fatica a tenere il passo. Se si considera deludente fin qui il campionato dell’Inter, indicata come una squadra allo sbando fino a un paio di settimane fa, non si può certo usare clemenza nei confronti degli azzurri, che in classifica hanno appena 2 punti in più. Inter che, dopo Coutinho (col Cagliari) e Alvarez (a Trabzon), estrae dal cilindro il gol di un altro baby (Castaignos, primo centro in nerazzurro) per passare in extremis a Siena al termine di una gara tutt’altro che entusiasmante.



L’Udinese, invece, aveva già messo in saccoccia i 3 punti venerdì, punendo nel finale con Di Natale e Isla una Roma ancora immatura e che comincia a mostrare qualche sinistro scricchiolio di spogliatoio (vedi pugno di Osvaldo a Lamela a fine partita, con conseguente sospensione di 10 giorni per l’attaccante italo-argentino). Roma che scivola così al sesto posto, scavalcata da un Palermo che sembra aver deciso di compiere un’impresa senza precedenti: conquistare l’Europa sfruttando unicamente le partite in casa. Al Barbera, fin qui, non ha mancato un colpo, con 18 punti in 6 partite, fuori ne ha raccolto appena uno. Miccoli e Ilicic mettono a tacere la Fiorentina dell’amatissimo ex Delio Rossi.



E in sesta posizione si affaccia anche il Catania, che trova al 90’ il guizzo risolutore di Barrientos (primo gol in A) infliggendo al Lecce la quinta sconfitta in 6 gare interne e tornando a punti dopo due sconfitte. Un ko che costa ai salentini l’ultimo posto in classifica, sancito anche dalla doppietta di un ritrovato Mutu, che consente al Cesena di cogliere sul Genoa il secondo successo consecutivo e dà una poderosa spallata alla panchina di Malesani.



Punti pesanti in chiave salvezza anche per il Novara, che trova in rimonta la sua seconda affermazione stagionale (dopo quella con l’Inter che costò la panchina a Gasperini), reagendo all’autogol di Centurioni col record di Rubino (a segno con la stessa maglia in tutte le categorie professionistiche: non c’era mai riuscito nessuno) e il quinto graffio stagionale del sempre più determinante Marco Rigoni, che stendono il Parma. E laggiù muove la classifica anche il Bologna. Conti rimedia dal dischetto al primo gol stagionale su azione di Di Vaio e il Cagliari resta a secco di vittorie per la settima gara consecutiva.



I gol continuano a scarseggiare (appena 20), Ibra e Mutu mettono a segno due doppiette spurie (con un gol su azione e uno su rigore), Centurioni firma il quarto autogol stagionale e nessuno fallisce dal dischetto (preciso anche Conti). Gemiti, Natali e Brienza alzano solo leggermente la media delle espulsioni (non conta invece quella di Ravaglia, in panchina), mentre Denis e Di Natale, entrambi a segno, guadagnano terreno su Giovinco, raggiunto da Ibrahimovic al terzo posto della classifica marcatori, a quota 7. Ma sono Mutu, Pato e Di Vaio, con i loro gol tanto attesi, a confezionare il titolo della 13ª: la giornata dei risvegli.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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