Klose da pazzi e il Milan frena
Autore: Vittorio
Data: 13-12-2011


[www.fantacalcio.it]
La fuga a quattro guadagna terreno sul gruppo, che non riesce a tenere il passo. Si impantana il Milan a Bologna, la Juve risponde anch'essa con un pari a Roma. Ma le vittorie di Lazio e Udinese scavano un solco già importante anche in chiave 3° posto, nei confronti del Napoli, che frena ancora, e del Palermo, che crolla in casa col Cesena. Sette punti tra la quarta e la quinta non rappresentano certo un divario irrecuperabile con 24 giornate ancora sul calendario, ma non sono nemmeno pochissimi.



Sembrava un po’ appannato ultimamente, dopo il folgorante avvio. “Visto che l’età comincia a farsi sentire?”, avevano sentenziato gli scettici. Subito serviti. Lo stacco immortalato dal fotografo sul cross di Cissé fa impressione. E la precisione di quel colpo di testa è da antologia. Se poi si pensa che cotanta prodezza è arrivata dopo un altro gol e l’ assist per Cana, resta poco da aggiungere. Il Lecce l’ha battuto lui, Miro Klose, togliendo la Lazio dalle secche di una partita complicata dal rigore di Di Michele, dal 2-2 di Ferrario e dall’infortunio di Marchetti. Nemmeno Cosmi è riuscito a infrangere la maledizione del Via del Mare, dove i salentini hanno conquistato appena un punto in 7 partite. E Reja può così godersi l’aggancio al Milan.



I rossoneri escono con un solo punto da Bologna, al termine di una gara condizionata ma non indirizzata dai numerosi errori dell’arbitro Rocchi. Nel senso che questi si sono equamente ripartiti, al pari degli errori dei protagonisti in campo. Da quello di Thiago Silva sulla fuga di Di Vaio per l’1-0 (terzo gol consecutivo per lui dopo il prolungato digiuno iniziale), all’ingenuità della difesa rossoblù sul rigore di Ibrahimovic (al di là dei dubbi sulla sua concessione), che ha permesso ai campioni di ribaltare il punteggio dopo la prodezza di Seedorf. Per finire con l’incertezza di Amelia sul tiro di Diamanti che ha sancito il 2-2 finale.



Due squadre vantavano un ruolino intonso in casa prima di questo turno. Sei vittorie in sei partite sia per l’Udinese che per il Palermo. Ma mentre la squadra di Guidolin ha centrato il settebello battendo anche il Chievo con Di Natale e Basta, nonostante il guizzo di Paloschi nel finale, e conquistando la vetta provvisoria in attesa di Roma-Juve, i rosanero sono usciti con le ossa rotte col Cesena. Anche perché non si è trattato del classico colpo “trovato” come spesso accade nel calcio, ma di una vittoria limpida e pienamente meritata dei romagnoli, trascinati da un grandissimo Mutu al di là del gol decisivo. E così fanno 9 punti in 5 partite per Arrigoni sulla panchina della squadra della sua città. Chi ha detto che nessuno è profeta in patria?



Mutu e Di Natale a segno di testa, Diamanti di destro... Certo che ne son successe di cose strane, in questa 15ª giornata. E non sono le uniche, se si considera che ben 8 dei 23 gol sono stati realizzati da giocatori mai a segno prima in stagione: Nagatomo, Di Michele, Tiribocchi, Marco Rossi, Chiellini più 3 nomi nuovi in assoluto in serie A come Cana, Ferrario e Radovanovic. E altri 7 marcatori (Pazzini, Legrottaglie, Seedorf, Diamanti, Dzemaili, Paloschi e De Rossi) ne avevano realizzato appena uno prima di questo weekend. Concludendo, 15 marcatori con appena 7 gol all’attivo tutti insieme nelle 13 gare precedenti. Quella di Klose è stata l’unica doppietta di un turno che ha fatto registrare un 2 su 3 dal dischetto (Ibrahimovic e Di Michele a segno, Totti stoppato da Buffon), un buon bottino dai difensori (5 reti, con Basta che diventa il nuovo capocannoniere solitario del reparto a quota 3) e che ha restituito a Di Natale il primato tra i marcatori (raggiunto Denis), con Ibra ormai a un passo.



Come a Bergamo due settimane fa, il Napoli post-Champions ha salvato la pellaccia nel finale. Stavolta è toccato a Dzemaili rispondere a Radovanovic quando il Novara cominciava a far la bocca ai 3 punti. Buona reazione, quella degli uomini di Mazzarri, ma resta il fatto che a questi ritmi le posizioni di vertice si allontanano. Vedremo se due mesi senza impegni europei saranno sufficienti per risalire la china. Quella che pian pianino comincia a scalare l’Inter. Dopo il 2-0 su una brutta Fiorentina, orfana di Montolivo e Jovetic e infilzata dall’ex Pazzini e da un gollonzo di Nagatomo, un eventuale bis martedì nel recupero col Genoa proietterebbe i nerazzurri al sesto posto, a un punto dalla zona Europa League. Niente per cui scendere in piazza col bandierone, per carità, ma è un inizio.



Genoa che intanto ha salutato il ritorno al gol di Palacio (l’ex capocannoniere non segnava dalla sesta giornata) e sigillato con capitan Marco Rossi una vittoria pesante a Siena, dopo due battute d’arresto consecutive. Per i toscani (un punto in 5 partite) si riducono così a 2 le lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione, un crollo improvviso e imprevedibile dopo l’ottimo avvio. Completano il quadro i pareggi tra Atalanta e Catania (a Legrottaglie risponde Tiribocchi) e tra Cagliari e Parma, protagoniste dell’unico 0-0 di giornata in un match il cui fatto saliente in chiave fantacalcistica è l’infortunio muscolare accusato da Giovinco.









Nel posticipo, infine, mille emozioni tra Roma e Juve. Clamoroso il liscio di Vidal che ha consentito a De Rossi di sbloccare il risultato in avvio, bella la reazione della Juve (pari di Chiellini), decisivo Buffon col rigore neutralizzato a Totti (ancora a secco in stagione), gran ritmo e tante occasioni. Alla fine è 1-1 e a sorridere è soprattutto l'Udinese, che resta al comando con la squadra di Conte.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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