Milan-Juve, a voi!
Autore: Vittorio
Data: 20-02-2012


[www.fantacalcio.it]
Arrivano entrambe con i motori al massimo. La Juve prende la rincorsa rimontando il Catania, il Milan passeggiando a Cesena. E adesso è finalmente tutto pronto per la collisione ad alta quota. Un confronto diretto troppo distante dalla conclusione del campionato per poter essere definito davvero decisivo, ma che potrebbe indirizzare il finale di stagione quantomeno sul piano psicologico. A meno che, come spesso accade in Italia, Milan e Juve non si annullino nell’attesa dell’evento, regalando lo spettacolo mediocre che siamo soliti “ammirare” in questi casi. Le premesse, va detto, sono altre. I bianconeri che abbattono un intraprendente Catania col primo gol di Pirlo in bianconero (non segnava dall’ottobre 2010), una discussa zuccata di Chiellini e il sigillo finale di Quagliarella, non prima di aver sudato freddo per la prima volta allo Juventus Stadium (prodezza di Barrientos dopo 4’) ed essersi affidati a Buffon per sventare la minaccia Almiron. I campioni in carica, come sempre, fanno meno fatica, anche senza Ibrahimovic (a proposito: in settimana sapremo se sabato ci sarà o no). Muntari parte subito titolare e ci mette appena mezz’ora a rinverdire la tradizione degli scaricati dell’Inter che al Milan risorgono come d’incanto, poi appone il suo primo sigillo in rossonero pure Emanuelson e il resto è accademia. Triplica Robinho, che sembra aver smesso di litigare con le porte avversarie, e siccome è giornata di prime volte si iscrive anche il ceco Pudil, neo acquisto del Cesena. Ma la sostanza non cambia: 3-1 di qua, 1-3 di là, Lazio e Udinese si fanno da parte e lasciano il palcoscenico ai duellanti. La sfida di San Siro sarà solo il primo atto di una volata lunga tre mesi. Mettetevi comodi.

La disperazione di Reja stavolta partorisce un 3-5-2 con Ledesma centrale difensivo, Hernanes e Candreva interni di centrocampo e l’esordiente Alfaro al fianco di Klose. Del resto, quelli son rimasti. Ma quel che è peggio, comincia sinistramente a farsi strada la sensazione che le mosse di mercato della società abbiano gettato nello sconforto la squadra, facendole perdere qualcosa anche sul piano motivazionale, in aggiunta alle difficoltà di organico. Il 5-1 incassato al Barbera non può essere frutto solo delle assenze e qualche scricchiolio si era avvertito già col Cesena la settimana scorsa. Barreto, Donati, Silvestre, Budan e Miccoli regalano ai tifosi rosanero una serata da ricordare e non è un caso che l’unico, inutile guizzo biancoceleste porti la firma di Kozak. Ossia il “Masaniello” della rimonta con i romagnoli. Uno che di motivazioni, per tanti motivi, ne ha da vendere. Ma in questa squadra, ora come ora, sembrano essere rimasti in pochi.

La zona Champions, comunque, al momento è ancora lì. Perché l’Udinese si ritrova ad attaccare il Cagliari con le cerbottane (fuori Di Natale, Isla, Pinzi e Asamoah, per citare solo i titolari) e anche qui quel che avanza non è sufficiente. Uno 0-0 che serve solo a riagganciare il terzo posto ma significa anche sentire adesso sul collo il fiato di Roma e Napoli, entrambe vittoriose. I giallorossi reagiscono alla brutta serata di Siena prendendo a pallate il Parma (va dentro solo un tiro di Borini, ma potevano essere 5), gli azzurri confermano i progressi notati contro il Chievo stendendo a domicilio la Fiorentina con altri due gol di Cavani (e fanno 8 nelle ultime 9 partite: raggiunto Ibra a quota 15, a -2 da Di Natale) e uno di Lavezzi. Sarà la musichetta della Champions che inizia a riecheggiare in lontananza…

L’Inter, invece, dopo i naufragi di Lecce, Roma e in casa col Novara, si inabissa a San Siro col Bologna. Nelle ultime 5 partite, resta solo il punto conquistato col Palermo, nel rocambolesco turno infrasettimanale del 1° febbraio. Il grande protagonista è Di Vaio, con una doppietta, poi Acquafresca affonda nel burro per arrotondare nel finale. E a Ranieri non resta che aggrapparsi alla zattera Marsiglia in Champions League.

Il Lecce prova a riaprire la lotta salvezza rimontando il Siena con i funambolismi di Muriel e Cuadrado. Oltre ai due colombiani vanno a segno Di Michele dal dischetto e Brivio su punizione e le spreanze accese dal gol di Del Grosso nel primo tempo restano tali per Sannino, che si ritrova la terz’ultima appena 2 punti sotto, seppur con un match da recuperare. Il Novara continua a non prendere gol ma non va oltre lo 0-0 con l’Atalanta, mentre il Genoa si incaglia contro il Chievo: dopo i fuochi d’artificio delle ultime settimane, stavolta basta un gol di Théréau a decidere la sfida di Marassi.

Finalmente nessun rinvio e così va agli archivi un turno intero, come non accadeva dal 29 gennaio. I gol sono 27 e Di Michele firma il 12° rigore consecutivo a segno in serie A: con questo fanno 5 turni consecutivi senza un errore dal dischetto. Nonostante ben 6 squadre segnino 3 o più gol, le doppiette sono appena due, quelle di Cavani e Di Vaio sabato. Acquafresca si conferma bomber da trasferta (4° centro fuori casa, mentre è ancora a secco al Dall’Ara) e, come detto, è quanto mai corposo l’elenco delle prime volte in questo turno. Pirlo non segnava dal 2 ottobre 2010 (Parma-Milan 0-1), Muntari dal 29 di quello stesso mese (Genoa-Inter 0-1), Donati dalla prima giornata dello scorso campionato (Bari-Juve 1-0, 29 agosto 2010) ed Edgar Barreto da quasi 3 anni (Bologna-Reggina 1-2 del 3 maggio 2009). Primi centri assoluti in serie A, invece, per Emanuelson, Pudil, Del Grosso e Brivio. Per quest’ultimo, un solo gol in carriera prima di ieri, col Vicenza in B due anni fa.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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