Manita bianconera
Autore: Vittorio
Data: 19-03-2012


[www.fantacalcio.it]
Che la Juve fosse in condizione si era già notato nel secondo tempo di Bologna e, ancor più chiaramente, a Genova. Se di crisi si poteva parlare, ultimamente quella dei bianconeri era diventata più che altro una crisi di risultati, pur in assenza di sconfitte. La conferma è arrivata al Franchi, dove la squadra di Conte ha disposto a piacimento di una Fiorentina la cui arrendevolezza ha riportato alla mente quella della Samp nel girone di ritorno dell’anno scorso. E come andò a finire lo ricordiamo tutti. Ma ovviamente, alla base di un 5-0 che rappresenta il successo più ampio della storia della Juve su quel campo e al contempo la sconfitta interna più pesante di tutti i tempi per i viola, c’è anche l’ottima prova dell’ex capolista, che aveva evidentemente solo bisogno di registrare un minimo la convergenza a Vucinic e compagni per trovare la porta e non più i legni. Apre il montenegrino (dopo l’ennesimo palo), poi trovano la via della rete tutti i centrocampisti, titolari (Vidal, Marchisio e Pirlo, i primi due a segno dopo 3 mesi e mezzo di astinenza) e subentranti (Padoin, primo centro con la nuova maglia). E il campionato resta vivo.

Già, perché il timore di molti, dopo l’ennesima dimostrazione di forza del Milan un paio d’ore prima a Parma, era che la serie A 2011-’12 stesse per esalare il suo ultimo respiro con largo anticipo sulla scadenza naturale. Nonostante la solita vagonata di assenti, i rossoneri si erano sbarazzati degli avversari con la solita facilità, grazie al settimo rigore stagionale di Ibrahimovic (tutti a segno) e al chiacchierato coast to coast di Emanuelson (con partecipazione astuta di Ibra, in fuorigioco attivo o passivo a seconda delle campane). E quel +7 aveva sembianze alquanto sinistre per i principali inseguitori, attesi, nelle previsioni, da un clima ostile e da una Fiorentina in versione “partita della vita” per dare un senso a una stagione anonima. Hanno trovato solo il primo, che alla fine si è ritorto però soprattutto contro la dirigenza toscana.

Alla fine, così, la Juve non solo resta a -4 dal Milan, ma allunga anche nei confronti delle sue inseguitrici, blindando il secondo posto che significa Champions senza preliminari. E visto quanto sono diventati complicati i preliminari con la riforma di un paio di anni fa, si tratterebbe di un traguardo comunque importantissimo. Quanto alla terza posizione, due sconfitte consecutive non sono bastate alla Lazio per vedersela sfuggire. Dopo il Bologna, contro i biancocelesti fa festa anche il Catania, sospinto verso un provvisorio sesto posto da Legrottaglie e dall’insolita giornata-no in fase conclusiva di Klose. Ma all’Udinese, nonostante il 2-0 firmato Pinzi-Di Natale e un “passaggio” dal dischetto di Cavani ad Handanovic, non riesce l’operazione sorpasso, perché l’espulsione di Fabbrini in avvio di ripresa sbilancia le forze in campo e il Matador può riscattarsi con la doppietta in 4’ che tiene vive le speranze del Napoli, ora a -1 dalla terra promessa in compagnia degli stessi friulani.

Stasera la Roma avrà l’opportunità di gettarsi nella mischia: battendo il Genoa, piomberebbe a -4 dal terzo posto. Opportunità che non ha invece saputo sfruttare l’Inter, impantanata per la quinta volta consecutiva a San Siro (2 sconfitte e 3 pareggi). Stavolta è l’Atalanta a zittire le velleità della squadra di Ranieri, tradito un’altra volta da Milito (secondo rigore sbagliato consecutivo dopo quello di Verona) e da Forlan (che non accetta di entrare in campo in un ruolo non suo), ma graziato anche dall’arbitro Gava, che non concede alla Dea un netto rigore nel finale per fallo di Lucio su Gabbiadini.

Il Chievo scappa due volte a Bologna, con Andreolli e Théréau, ma Di Vaio e Diamanti ci mettono una pezza, mentre Muñoz si redime restituendo al Palermo quanto lui stesso aveva concesso, commettendo il fallo del rigore trasformato da Di Michele per il vantaggio del Lecce. Bertolo restituisce ai salentini anche la parità numerica, dopo l’espulsione di Oddo nel primo tempo, e l’1-1 finale fa contento soprattutto Mutti. Per Cosmi si tratta infatti di un’occasione sciupata per ricucire ulteriormente lo strappo dal Parma, rimasto solo al quart’ultimo posto dopo l’ampio successo del Cagliari sul rassegnato Cesena, travolto dalla tripletta del rientrante Pinilla. Gli emiliani sono a +4 sulla zona rossa, la Fiorentina a +5, dove rimane anche il Siena, costretto ad inchinarsi in casa al rinnovato vigore del Novara: 6 punti in 2 partite dal ritorno di Tesser. Rigoni e Porcari firmano un 2-0 che riporta i piemontesi a -8 dalla zona salvezza. La strada è ancora lunga, ma con questo nuovo entusiasmo chissà…

I gol, finora, sono stati 23 e anche questa settimana, come la scorsa, c’è un giocatore del Cagliari a sbaragliare la concorrenza. Larrivey aveva realizzato una tripletta in un turno senza doppiette, Pinilla (seppur con due trasformazioni dagli undici metri) fa altrettanto nonostante il +6 di Cavani, zavorrato dal rigore fallito in precedenza (il quarto degli ultimi sei a livello personale e il 15° degli ultimi 35 per il Napoli). Handanovic e Consigli (che stoppa dal dischetto Milito) sono gli eroi di giornata tra i portieri, mentre solo 6 attaccanti trovano la via del gol su azione (Vucinic, Di Vaio, Théréau e Di Natale, oltre ai citati Pinilla e Cavani), a fronte di 9 centrocampisti, appena due dei quali (Diamanti ed Emanuelson) schierati sulla trequarti. Gli altri 7 (Vidal, Marchisio, Pirlo, Padoin, Marco Rigoni, Porcari e Pinzi) hanno timbrato partendo dalla mediana. Ibra sale a quota 20, ma Di Natale risponde mantenendosi a un solo gol di distanza, mentre Cavani piomba a -2 dalla vetta, rendendo sempre più appassionante la sfida per il trono dei marcatori, nel turno che regala i primi +3 stagionali a Padoin e Muñoz e il primo in serie A a Marco Andreolli (a segno in precedenza in B, Coppa Italia ed Europa League). Legrottaglie firma invece il suo quarto centro stagionale, raggiungendo Lulic a un solo gol di distanza dal capocannoniere dei difensori Basta.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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