Un Del Piero in più nella volata finale
Autore: Vittorio
Data: 26-03-2012


[www.fantacalcio.it]
Un tempo di vera Inter, un tempo di vero Buffon. Ma un tempo sui suoi massimi livelli è già chiedere troppo a una squadra col fiato corto come quella di Ranieri e saper reagire alle difficoltà non appartiene più al dna degli ex campioni di tutto. E’ il portiere della Juve a firmare la vera condanna dei nerazzurri, impedendo loro di capitalizzare l’aggressività un po’ “fuori giri” per le abitudini attuali mostrata nella prima metà di gara. Una volta chiuso sullo 0-0 il primo tempo, il resto è stato una logica conseguenza. Le energie sono venute progressivamente meno, l’attenzione, anche nelle situazioni più banali, altrettanto. E dopo il facile 1-0 concesso a Caceres, la partita non ha avuto virtualmente più nulla da dire. Se non che Alessandro Del Piero è ancora un’arma potenzialmente efficace a gara in corso. Non correrà più come vent’anni fa, ma nel momento in cui, dopo 6 mesi di stagione, fatalmente cominciano a correre un po’ meno anche gli altri, lui, il più fresco di tutti non avendo praticamente mai giocato quest’anno, può colmare il gap e far valere le ragioni della sua classe superiore, sparigliando il mazzo nel rush finale. Un paio di mesi, non gli si può chiedere di più ormai. Ma se sono quelli decisivi...

Entrambi a segno due volte in Coppa Italia ma mai in campionato fino a oggi, Caceres e Del Piero decidono il derby d’Italia e mantengono la Juve a -4 dal Milan, ricucendo lo strappo del solito Ibra. Che anche in capo a una delle prestazioni meno brillanti dell’ultimo periodo riesce a risultare determinante, ribaltando la Roma e scacciando i timori alimentati dal gol di Osvaldo. De Rossi (mani da rigore) e Kjaer (imbarazzante nell’azione del 2-1) ci mettono del loro, confermando che ai giallorossi continua a mancare qualcosa per fare quel definitivo salto di qualità che in alcuni tratti, anche contro avversari di questa levatura, parrebbe imminente. E l’infortunio di Thiago Silva (un mese di stop) apre un punto interrogativo sul futuro prossimo della capolista. Ma aver conservato il vantaggio superando uno degli ostacoli più pericolosi opposti dal calendario sulla via della riconferma tricolore rappresenta comunque un bel passo avanti per Allegri.

Il passo indietro della squadra di Luis Enrique lo certifica invece Diakité, regalando alla Lazio i 3 punti che rispediscono i giallorossi a -7 dal terzo posto. Un finale thrilling, quello di ieri, col Napoli che si ritrova da +1 a -3 nel giro di pochi secondi. Sembrava tutto in discesa per gli azzurri, avanti di due gol (Dzemaili-Cavani) che per poco non erano diventati 3 col Catania (palo di Pandev), mentre i biancocelesti parevano irrimediabilmente impantanati in uno 0-0 amorfo contro il Cagliari. Invece Spolli ha riaperto i giochi al San Paolo e Lanzafame ha riacciuffato il 2-2 proprio mentre il francese scioglieva il popolo laziale all’Olimpico. E perde terreno sulla zona Champions anche l’Udinese, che non vince da un mese e con quello agguantato in extremis a Palermo (Torje in risposta a Miccoli) ha totalizzato 3 punti nelle ultime 4 partite.

La finale di Coppa Italia sarà Napoli-Juventus, il che significa che la sesta classificata si qualificherà per l’Europa League. Al momento sarebbe la Roma, ma il Catania, ora settimo in solitudine, è a 2 punti dall’Europa e l’Inter ottava a -3 (e a 10 punti dalla Lazio). Sarebbe a un passo dalla linea magica l’Atalanta, dopo il successo sul Bologna firmato Gabbiadini-Tiribocchi (la coppia di scorta, dopo gli infortuni di Marilungo e Denis), ma il -6 iniziale consente a Colantuono di festeggiare solo una salvezza ormai quasi blindata. Si accontenta anche il Chievo, che ha ormai dato il via alla sua consueta serie di pareggi di fine stagione dividendo la posta, dopo Bologna, anche col Siena: al primo gol in A di Acerbi, replica… Bradley, mandando in porta con un perfetto “assist” Destro per l’1-1 finale.

Non riescono a tirarsi fuori dalle secche, invece, Genoa e Fiorentina, che si spaventano a turno (prima il vantaggio rossoblù a firma Belluschi, poi l’uno-due griffato Montolivo-Natali) per muovere alla fine entrambe di poco la classifica dopo il 2-2 di Palacio. E sta ancora peggio il Parma, che non riesce ad interrompere nemmeno a Cesena una serie di 8 partite senza vittorie (recuperi compresi), rischiando anzi di far tornare i romagnoli al successo dopo due mesi e mezzo (l’ultimo è datato 15 gennaio, contro il Novara). Paletta assicura almeno il minimo sindacale, dopo che i ceffoni di Santana e Del Nero avevano ribaltato il gol di Floccari. Ma la situazione non è allegra per Donadoni, anche se il Lecce non riesce ad accorciare le distanze. Un’occasione persa per i salentini, ma la traversa di Morimoto che nei minuti finali nega al Novara la terza vittoria consecutiva lascia comunque mezzo pieno il bicchiere di Serse Cosmi.

Successo di tappa per i difensori nei confronti dei centrocampisti, in questa 29ª giornata: 6 gol contro appena 5. Il totale, completato dai 13 gol degli attaccanti, dice 24, con una sola doppietta, quella del capocannoniere Ibrahimovic, che realizza anche l’unico rigore concesso nel weekend. Ma è stata soprattutto la giornata delle primizie. Ben 14 dei 23 marcatori, infatti, non avevano realizzato più di un gol in stagione prima di questo turno e per 10 di loro il battesimo è arrivato proprio tra sabato e ieri. Per Gabbiadini, Acerbi e Belluschi si è trattato di una prima volta assoluta in serie A, tra gli altri spicca Del Nero, tornato al gol nella massima serie dopo quasi 7 anni: l’ultimo risaliva al 15 maggio 2005, quando vestiva la maglia del Brescia, in un successo per 2-1 sul Bologna al Dall’Ara. Diakité aveva timbrato a Udine, in un 3-3 del 14 dicembre 2008, il suo primo e unico centro fin qui, mentre Caceres era andato a segno una volta nella sua precedente esperienza bianconera (il 12 settembre 2009 all’Olimpico contro la Lazio), nella stessa stagione in cui Lanzafame aveva realizzato 7 reti con la maglia del Parma e Spolli l’unico della sua avventura catanese (anche lui col Bologna, il 6 gennaio 2010). Risalivano allo scorso campionato, invece, gli ultimi +3 di Del Piero e Santana. Erano a quota uno Tiribocchi, Montolivo, Natali e Torje, ma anche Dzemaili e Paletta (2) e Floccari (3) non è che avessero fatto molto di più, prima di ieri. Insomma, a parte Ibra, ai bomber più gettonati sono rimaste le briciole: un gol a testa per Cavani, Palacio, Miccoli, Osvaldo e Destro.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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