Juve elettrizzante Inter da record
Autore: Vittorio
Data: 02-04-2012


[www.fantacalcio.it]
Signori, abbiamo un campionato. E tutto lascia pensare che lo avremo fino a naturale scadenza, a maggio. Sinceramente, l’impressione non era questa, qualche settimana fa. Quando il Milan viaggiava a velocità di crociera livellando qualunque ostacolo con semplicità disarmante e la Juve, invece, sembrava impantanata in una pareggite apparentemente senza sbocco. Quando i bianconeri fecero visita a una Fiorentina assetata di punti e motivata da una feroce rivalità un’ora dopo il successo rossonero al Tardini sul Parma, aleggiava un sinistro profumo di sentenza anticipata nell’aria. Invece quel 5-0 tolse il tappo a una squadra che, da allora, ha conquistato una finale di Coppa Italia eliminando proprio il Milan e di gol ne ha distribuiti altri 5, sempre senza subirne, nelle sfide con Inter e Napoli. Insomma, quando sembrava sul punto di sventolare bandiera bianca, la Juve, al contrario, ha estratto gli artigli, ha ritrovato la forma del girone d’andata ed è tornata a mettere pressione a un Milan soffocato anche dall’inaudita pressione del quarto di Champions col Barcellona. Poteva essere -7, invece adesso è -2, con gli scontri diretti a favore di Conte. E soprattutto anche i campioni in carica qualche scricchiolio cominciano a mostrarlo. La vittoria sulla Roma, ottenuta solo al fotofinish, era un avvertimento. A Catania si è interrotta una serie di vittorie consecutive che, big-match con la Juve a parte, era arrivata a 6. E le pur legittime esternazioni di Allegri nel dopo-gara sugli errori arbitrali, improntate a un nervosismo che non aveva caratterizzato le sue reazioni ad episodi ben più gravi e pesanti di questi nel recente passato, testimonia di come anche lui, probabilmente, percepisca un cambiamento inatteso nella direzione del vento, e non sia più sorretto dalla stessa sicurezza di un mese fa.

Ovviamente ci ha messo del suo anche il Catania, che in questo momento è avversario indigesto per chiunque, come testimoniano i 16 punti raccolti nelle ultime 8 partite (4 vittorie e altrettanti pareggi) dopo la sconfitta del 18 febbraio allo Juventus Stadium. Una squadra che nella classifica del girone di ritorno occupa il terzo posto, con 20 punti, alle spalle delle due big (Milan 24, Juve 21). La risposta di Spolli a Robinho e il gol non convalidato allo stesso brasiliano sono stati solo gli episodi salienti di un match bello e combattuto, il cui risultato ha rispecchiato i valori espressi dal campo. Così come il netto successo della Juve su un Napoli che in questo momento non è in grado di reggere fisicamente il confronto e alla distanza è andato sotto pesantemente senza reagire. La ginocchiata di Bonucci sul destro di Vucinic (ennesimo gol subìto su calcio da fermo) ha spianato la strada ai bianconeri, Vidal e Quagliarella hanno chiuso i conti e sarebbe potuta finire anche peggio per Mazzarri e i suoi, mai veramente in partita.

Ma alla fine gli azzurri possono piangere con un occhio solo. Hanno perso un’occasione, ma le sconfitte di Lazio e Udinese non hanno modificato le distanze in zona Champions. I capitolini erano infatti finiti gambe all’aria a Parma sabato sera, per effetto della doppietta dell’ex Floccari e del gol iniziale di Mariga (inutile il momentaneo 1-2 di Scaloni), restituendo ossigeno ai gialloblù, a secco di vittorie dal 5 febbraio, mentre i friulani avevano confermato poche ore prima a Siena il loro momento-no, inchinandosi a Destro e allungando così a 5 la striscia di partite senza successi (3 pareggi e 2 sconfitte). Udinese che, per inciso, sempre in quella classifica del girone di ritorno sarebbe terz’ultima, con 10 punti conquistati in 11 gare, alla pari col Genoa e davanti alle sole Inter (9) e Cesena (4).

E così a sorridere a 32 denti sono le squadre più prolifiche del weekend. La Roma, che manda in gol 5 giocatori diversi per rimediare allo spavento iniziale di Caracciolo: Marquinho, Osvaldo, Simplicio, Bojan e Lamela. Inutile il guizzo di Morimoto: il Novara crolla e dice virtualmente addio alla serie A, i giallorossi piombano a un punto da Napoli e Udinese e a -4 dai cugini, attualmente terzi. E del resto certi recuperi non possono stupire in un campionato in cui la terza ha 8 punti in meno rispetto alla stessa giornata degli ultimi due tornei. L’anno scorso alla 30ª ne aveva 59 il Napoli, due anni fa altrettanti Milan e Roma, appaiate al secondo posto. Quest’anno la Lazio ne ha messi insieme appena 51. E avanti di questo passo rischia di rientrare in piena corsa anche l’Inter, che conferma con Stramaccioni la sua vocazione stagionale alle acrobazie, dopo i segnali confortanti del primo tempo, ma alla fine porta a casa 3 punti che significano ritorno a -7 dalla terra promessa. Partita da record, quella di San Siro, per i 9 gol (eguagliato il primato stagionale, stabilito poche settimane fa in Napoli-Cagliari 6-3) e i 4 rigori concessi: è l’ottava volta che accade nella storia della serie A (l’ultima in Bologna-Lecce 2-2 del 10 giugno 2001, mentre a 5 non si è mai arrivati) e soltanto la seconda in cui vengono tutti trasformati: l’unico precedente si era verificato all’Olimpico il 4 febbraio 1996 in Lazio-Bari 4-3, con le doppiette dagli undici metri di Signori per i biancocelesti e Protti per i pugliesi. Stavolta sono Milito, Palacio e Gilardino (2) ad approfittare del fischietto facile di Valeri. Completano la beneficiata i due gol su azione dello stesso Milito (tripletta) e quelli di Samuel e Moretti, per un 5-4 che scrive 56 alla voce gol subiti dal Genoa, peggior difesa del campionato.

La peggior squadra da trasferta della serie A (il Palermo, appena 5 punti in 14 gite prima di ieri) centra invece la sua prima vittoria esterna, raggiungendo Siena e Fiorentina a quota uno. A Bologna sono Donati ed Hernandez a ribaltare il vantaggio rossoblù a firma Sorensen, poi Morleo infila la sua porta e i rosanero approdano virtualmente a riva: con 39 punti la salvezza non dovrebbe essere più in discussione. La loro come quella del Chievo, che raggiunge la stessa quota facendo piombare nel dramma la Fiorentina. Inutile la punizione-gioiello di Ljajic in risposta a Pellissier, perché l’ultima parola ce l’hanno ancora i veneti con Luca Rigoni e l’unica buona notizia per i tifosi viola arriva da Lecce, dove i salentini replicano col Cesena lo 0-0 di sette giorni prima a Novara. Due partite da vincere, due occasioni mancate, per un -5 dalla quart’ultima che sa di grande occasione mancata. Conti e Pinilla, infine, regalano al Cagliari i 3 punti nella sfida con l’Atalanta.

Trentacinque gol rappresentano un record eguagliato per la stagione in corso: solo alla seconda giornata (ossia il turno d’esordio, causa sciopero) ne erano stati realizzati altrettanti. Allora però gli autogol erano stati due, stavolta uno solo (Morleo), il che significa che 34 bonus per gol su azione o rigore non c’erano mai stati quest’anno. In un turno del genere ci si aspetterebbe di trovare un buon gruzzolo di marcature multiple, invece sono appena 3. Milito centra la sua prima tripletta (ma col Palermo il 1° febbraio aveva realizzato un poker) e sale a quota 17: davanti a lui, solo Ibrahimovic, Di Natale e Cavani, tutti curiosamente a secco malgrado l’abbuffata generale. Oltre al Principe, vanno oltre il +3 i soli Floccari e Gilardino, quest’ultimo a segno però solo su rigore nel già citato festival del dischetto di San Siro: tutti i penalty concessi nella 30ª giornata li ha fischiati Valeri in Inter-Genoa! Curioso, poi, che arrivino in primavera i bottini più consistenti in fatto di gol a firma inedita: dopo i 10 della settimana scorsa, ecco altri 7 nomi nuovi di zecca sui tabellini. Si tratta delle novità stagionali Mariga, Ljajic, Zarate e Moretti (ma quest’ultimo prima di ieri in A aveva segnato solo il gol vittoria in Atalanta-Genoa 0-1 del 30 agosto 2009) e quelle assolute per il nostro massimo torneo, rappresentate da Marquinho, Sorensen (in rete al debutto con la maglia del Bologna) e Scaloni, che non faceva centro da 5 anni, ossia dai tempi della Liga. L’ultimo era datato 18 febbraio 2007, in Racing Santander-Gimnástic 4-1.

E-mail: vittorio.romeo@tin.it
 

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