Robert Mapplethorpe
Autore: Joker
Data: 21-10-2005


Dove : Palazzina della Promotrice delle belle arti
viale Balsamo Crivelli 11
TORINO
Tel.: 011-4429523
Orario: 10-19 V S 9-21 D 9-20
Periodo : 08 ottobre-02 gennaio


La vicenda artistica ed esistenziale di Robert Mapplethorpe (1946-1989) viene ripercorsa dalla grande retrospettiva che si apre l'8 ottobre a Torino, con oltre duecento fotografie, molte delle quali inedite in Italia.
Riconosciuto ormai come uno dei più grandi artisti americani della seconda metà del Novecento, Mapplethorpe ha esordito nel 1972 affrontando fin da subito soggetti estremi come il sesso e l’eros, senza mai abbandonare però le radici “classiche” dell’arte occidentale. I suoi nudi, infatti, richi-amano le forme della classicità e ricercano costantemente l’eleganza e la purezza delle forme. Il suo linguaggio si pone sempre a metà tra fotografia e arte, tra modernità e classicità. La mostra curata da Germano Celant si propone di sottrarre la figura di Mapple-thorpe alla fama di artista scandaloso e paladino della rivoluzione dei costumi, per mostrare la sua affinità con opere di arte antica e di pittori e scultori rinascimentali, manieristi e neoclassici. Si potranno confrontare, per esempio, le fotografie dei suoi body builder con sculture di Michelangelo, Canova e Rodin.La vicenda artistica ed esistenziale di Robert Mapplethorpe (1946-1989) viene ripercorsa dalla grande retrospettiva che si apre l’8 ottobre a Torino (Palazzina della Promotrice delle belle arti, viale Balsamo Crivelli 11, orario 10-19, venerdì e sabato 9-21, domenica 9-20, telefo-no 011-4429523, www.mapplethorpetorino.it), con oltre duecento fotografie, molte delle quali inedite in Italia. Riconosciuto ormai come uno dei più grandi artisti americani della seconda metà del Novecento, Mapplethorpe ha esordito nel 1972 affrontando fin da subito soggetti estremi come il sesso e l’eros, senza mai abbandonare però le radici “classiche” dell’arte occidentale. I suoi nudi, infatti, richi-amano le forme della classicità e ricercano costantemente l’eleganza e la purezza delle forme. Il suo linguaggio si pone sempre a metà tra fotografia e arte, tra modernità e classicità. La mostra curata da Germano Celant si propone di sottrarre la figura di Mapple-thorpe alla fama di artista scandaloso e paladino della rivoluzione dei costumi, per mostrare la sua affinità con opere di arte antica e di pittori e scultori rinascimentali, manieristi e neoclassici. Si potranno confrontare, per esempio, le fotografie dei suoi body builder con sculture di Michelangelo, Canova e Rodin.

LA MOSTRA :

"Voglio che la gente guardi le mie opere prima di tutto come opere d’arte, e poi come fotografie".

Determinato a esaltare la bellezza di ogni soggetto, Robert Mapplethorpe ha esteso l’attenzione del linguaggio fotografico ad argomenti rimossi dalla cultura, producendo a volte immagini scandalose e controverse, ma anche sublimi e magiche. Ha fotografato nature morte, composte di fiori appena sbocciati e collocati in splendidi vasi, e seguito le trasformazioni sensuali della prima donna bodybuilder. Ha documentato l’universo dell’underground sessuale newyorkese con i suoi rituali perversi, esaltato la monumentalità del corpo nudo afroamericano, il glamour del mondo degli artisti e la seduzione dei protagonisti dello spettacolo e della società. Una passione per una visione carnale del mondo, che ha trovato nell’equilibrio e nella simmetria, una maniera classica di trattare argomenti erotici e esistenziali, arrivando a costruire immagini fotografiche che diventano pitture e sculture.

Dal 1972 al 1989, anno della sua scomparsa, le sue fotografie sono state eseguite, per la maggior parte, in studio cosi’ da riproporre la condizione di totale austerità e di formale controllo dell’artista o del ritrattista tradizionale. Tuttavia da una condizione minimale del fare sono nate le figurazioni e i ritratti più lussuriosi e seducenti, memorabili e meraviglianti della storia della fotografia moderna.
La varietà dei soggetti ritratti, quasi sempre persone conosciute o amate, da Patti Smith a Arnold Schwarzenegger, da Lisa Lyon a Andy Warhol, testimonia la diretta conoscenza di un universo sociale e omosessuale, letterario e musicale, che rappresenta un compendio del tutto eccezionale della cultura americana degli anni dal 1970 al 1990, vista attraverso i ritratti dei frequentatori delle gallerie d’arte e dei musei, dei club e dei bar, senza timore di intrecciare il proprio esistere, proponendosi quale dandy e aristocratico, figura maschile e femminile, con il mondo delle cerimonie feticiste.

L’attuale antologia propone - in una grande ed articolata esposizione, la più grande mai realizzata e curata da Germano Celant con circa 300 opere, tra cui alcune inedite -una rilettura in chiave iconografica e storica della sua opera per evidenziarne le radici e le relazioni con l’arte antica e con la fotografia moderna.

La mostra, mettendo a confronto e in rapporto le prime polaroids con i dipinti serigrafici di Warhol o le sequenze di Muybridge, oppure relazionando i suoi nudi al femminile e al maschile con le sculture neoclassiche di Canova, o ancora richiamando i suoi interessi per la storia della fotografia da Nadar a Ray, da Muybridge a Platt Lynes, e della storia dell’arte da Michelangelo a Bronzino, da Schiele a Rodin, che si rispecchiano nei torsi, nei ritratti e nelle nature floreali, si propone come una rivisitazione critica di Mapplethorpe, assumendolo nel suo aspetto di trasgressore con una particolare propensione formalista e classica, un tentativo di produrre un’esposizione inusuale dove l’intreccio tra contemporaneità e storia serva ad illuminare reciprocamente i territori linguistici, offrendo un’interpretazione concreta della loro specularità.

L’antologica torinese è arricchita da un ampio materiale referenziale, che arriva a includere anche i films di Pasolini, di Schlesinger, di Silverstein, della Cavani e di Jarman, nonchè i cataloghi e le testimonianze televisive sull’artista.

Orari : tutti i giorni ore 10 – 19; giovedì 10-23; domenica 10-20

La biglietteria chiude un'ora prima

24 e 31 dicembre 10 – 15
25 dicembre 15 – 20
26 dicembre 10 – 20
1° gennaio 10 – 23


Informazioni mostra e prenotazioni gruppi e scuole:
Tel. 011 6599657 – 011 6599742
Sito della mostra : www.mapplethorpetorino.it

Biglietto : intero: € 8,50 ; ridotto: € 6,50

portatori di handicap, over 65, insegnanti, ragazzi da 7 a 18 anni, studenti universitari fino a 26 anni esibendo la tessera valida
convenzioni (Soci TCI, Soci FAI)
gruppi (minimo 15 persone)
Scuole elementari e medie: € 3,00
minimo 15 studenti

Scuole superiori: € 4,50
minimo 15 studenti

Omaggio:
1 accompagnatore per i gruppi, 2 insegnanti per le scuole,
1 accompagnatore di portatore di handicap, bambini fino a 6 anni, giornalisti con tesserino e che si accreditano.

Ufficio stampa
ArtificioSkira
Studio Ester Di Leo, Via Romana 76/b/r, 50125 Firenze
Tel. 055 223907 fax 055 2335398 email: esdileo@tin.it

Fondazione Torino Musei
Daniela Matteu, via Magenta 31 – 10128 Torino
Tel. 011 4429523, fax 011 4429550, daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it

E-mail: joker_dj@afterlife.it
 

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