IPhone nocivo per la salute?
Autore: Joker
Data: 22-10-2007


L’ I-Phone fa parlare sempre più di sè. E se prima se ne discuteva per il software, ora se ne discute per il suo hardware.

Le parti con cui è costruito il gioiello di casa Cupertino, non sono molto rispettose dell’ ambiente; il rapporto di GreenPeace parla chiaro:
Sintesi Italiana

Ed il video è ancora più chiaro e rapido:




Il video illustra perfettamente l’ opinione di Greenpeace, e come dice nel suo sito:

“Greenpeace ha analizzato le componenti dell’iPhone, prendendo in esame l’ultimo modello commercializzato negli Stati Uniti. I risultati sono preoccupanti: l’iPhone è pieno di PVC, cloro, ftalati e molti composti ritardanti di fiamma a base di bromo. È in linea con la normativa europea per quanto riguarda i metalli e due composti ritardanti di fiamma, ma la presenza di cloro e ftalati dimostra che l’azienda non ha fatto nulla per onorare l’impegno a eliminare tutti i composti a base di bromo e il PVC entro la fine del 2008, neanche sulle nuove linee di prodotti.

Nel corso delle analisi, si è inoltre visto come la batteria dell’ i-Phone è insolitamente saldata al telefono stesso: è una modalità che ostacola la sostituzione della batteria e determina una maggiore difficoltà nella separazione della batteria per avviarla al riciclo o per smaltirla in modo appropriato, aggiungendo un ulteriore carico inquinante ai rifiuti elettronici.”


Inoltre dal Corriere della Sera possiamo riportare come note importanti:

“Il coordinatore del progetto, David Santillo, ricercatore presso i laboratori di analisi di Greenpeace afferma «due degli ftalati trovati ad alti livelli nel cavo dell’auricolare sono classificati come tossici per la riproduzione, a causa della loro riconosciuta capacità di interferire con lo sviluppo sessuale dei mammiferi (in particolare del genere maschile). Anche se non sono vietati nei cellulari, questi ftalati sono banditi in tutti i giocattoli e articoli per l’infanzia venduti in Europa. La Apple dovrebbe eliminare l’uso di queste sostanze chimiche dalla sua catena produttiva. ”


L’ I-Phone sembra proprio far male, tuttavia l’ acquisto ormai è stato fatto. Ma se si fossero conosciuti precedentemente questi dati sarebbe cambiato qualcosa??
Di certo noi non possiamo saperlo, ma personalmente penso proprio di no.
Così come le persone non smettono di fumare nonostante tutti sappiamo faccia malissimo, le persone continuano a comprare pacchetti di sigarette senza farsi troppe paranoie.
E proprio come le sigarette, documentandomi sul web ho trovato quest’ altra notizia:

“Center for Environmental Health, un’associazione ambientalista vuole portare in tribunale Apple per l’uso di ftalati in iPhone: “dovevano denunciarne la presenza con una etichetta”, dice la Ceh. Questo prodotto tossico (ma non proibito) scoperto da una indagine di Greepeace.”

Ma ho voluto approfondire ancora di più il discorso ed ho trovato un’interessantissimo confronto effettuato l’anno scorso da melablog tra un utente “Ecologico” ed uno “Apple”: un bel confronto (che evidenziava già la problematica circa un anno fa!!!!) di cui vi riporto le parti migliori:
Giona di Ecoblogger
“Ma cos’è che chiede Greenpeace in concreto? Sostanzialmente le richieste di Greenpeace sono due: l’eliminazione di sostanze ritenute altamente tossiche da tutta la catena di produzione, e l’istituzione di un programma mondiale di ritiro e riciclo dei prodotti non più utilizzati.
Per quanto riguarda il primo punto penso sia difficile contestare le posizioni degli ambientalisti: l’elettronica contiene moltissime sostanze tossiche come mercurio, piombo, polivinil cloruro (PVC), ritardanti di fiamma (BFRs). Contemporaneamente i volumi di vendita di questo mercato sta aumentando in maniera esponenziale, con un ricambio dei nostri giocattoli elettronici sempre più rapido. E’ evidente che qualcosa deve essere cambiato e che questo deve essere fatto anche in fretta. In questo settore, purtroppo, la Apple risulta essere indietro rispetto alle concorrenti: Dell e Hp hanno promesso di eliminare a breve tali sostanze dai propri prodotti, mentre la Nokia aveva eliminato il PVC già dal 2005 e eliminerà i ritardanti di fiamma a partire dal 2007 .

L’altra questione, quella del riciclaggio, è strettamente legata alla prima. Se un oggetto contiene sostanze tossiche diventa molto più difficile, pericoloso e costoso poterlo riciclare. Se le aziende fossero responsabili di recuperare i propri prodotti, diventerebbe essenziale progettare oggetti facilmente riciclabili.

C’è inoltre una responsabilità morale: oggi la maggior parte dei prodotti elettronici finiscono nelle discariche dei paesi in via di sviluppo - India e Cina in primis - dove vengono smaltiti senza nessuna precauzione.
Anche su questo fronte, bisogna registrare che la Apple si è fatta superare da molti altri concorrenti: HP e Dell hanno già un programma di recupero su scala mondiale, mentre la Apple recupera i propri prodotti solo negli Stati Uniti.”

mentre Marcello di Melablog replica:
“[…]Greenpeace cerca di farsi un po’ di pubblicità prendendo di mira un soggetto conosciuto e “di moda” come Apple. In passato si fece la stessa cosa con Nike, Coca Cola e altre;[…]” e continua poi “Prima cosa: chi e come decide cosa è nocivo e cosa non lo è?
Sia in Europa che negli USA esistono degli enti preposti al controllo dei prodotti che devono essere messi in commercio. Se i prodotti superano questi controlli, viene loro applicato il marchio FCC o CE e vengono messi negli scaffali dei negozi. Proprio recentemente, la comunità europea ha varato una normativa più restrittiva in questo senso, alcuni prodotti con mela non la rispettavano, e sono stati immediatamente tolti dal commercio.

E’ evidente quindi come esista una catena di controllo che agisce in maniera totalmente trasparente.
Veniamo al secondo punto: Apple dovrebbe assumersi la responsabilità dello smaltimento dei prodotti obsoleti. Io mi chiedo, ma perché e soprattutto a quale titolo. Se io compro un pollo al supermercato, questo marcisce e decido di buttarlo via. Dovrebbe forse venire un addetto del supermercato a gettare il sacchetto con il pollo nella spazzatura?
E ancora, perché dovrebbe essere Apple ad occuparsi di questo? Se il berillio o il mercurio sono dentro un chip della NVIDIA o della Intel, non dovrebbero essere allora loro ad occuparsi dello smaltimento?”

Benissimo a questo punto avendo raccolto abbastanza materiale la decisione come al solito si fa veramente difficile non credete?
E come tutte le cose la verità sta nel mezzo.
Sicuramente come dice Marcello di Melablog, Greenpeace è diventata famosa e si spalleggia affrontanto casi di grossa cilindrata e che fanno eco in tutto il mondo, ma come poteva fare a meno di questa notorietà attaccando la Nike o l’ Apple?
Mentre la casa di Cupertino che in parte risulta danneggiata da questa pubblicità ed in parte ne ottiene reclam gratuita, dovrebbe adeguarsi ai nuovi standard di produzione, sopratutto se vuole lottare contro Nokia o Motorola, che paiono dalle loro ricerche i leader in ecologia( ma sarà poi vero?).

C’è da precisare che Nokia è un’azienda dedicata, mentre Apple è molto diversificata e forse lo sviluppo dei prodotti non riesce ad essere seguito nel dettaglio come Nokia.
Inoltre è anche la natura dove nasce l’impresa che caratterizza la mentalità di produzione.
Nokia nasce in Finlandia, dove l’ambiente è una priorità del cittadino e non solo dell’ impresa.
Apple viene creata in America, dove l’impresa si preoccupa poco dell’ inquinamento ed in uno stato non aderente ad un protocollo ambientale di livello mondiale come quello di Kyoto.

Il fatto che all’ interno dei prodotti Apple siano contenute parti di diversa provenienza aziendale, non esonera l’impresa dalla responsabilità sociale sul prodotto da loro venduto.
Marcello dice bene:
“perché dovrebbe essere Apple ad occuparsi di questo? Se il berillio o il mercurio sono dentro un chip della NVIDIA o della Intel, non dovrebbero essere allora loro ad occuparsi dello smaltimento?”

Ma prendiamo un esempio recente: quello della Mattel che forniva le proprie bambole con delle vernici tossiche, ed ha dovuto ritirare il prodotto nonostante non dipendesse da loro.
Mi sembra corretto da parte di un’impresa seria prendersi le proprie responsabilità sui prodotti commercializzati, altrimenti si finisce in un mercato pieno di multinazionali spietate, senza morale nella produzione.

Infine vi lascio anche con questo articoletto in Inglese, infatti l’ attacco all’ Apple da parte di Greenpeace non è affare recente, ma dura da anni, tuttavia bisogna sempre diffidare ed informarsi a fondo su come vanno le vicende, la ragione non è mai da una sola parte:

le bugie di GreenPeace su Apple

Questo link sopra è tratto dallo stesso confronto di prima in un commento di “Folletto Malefico”.

Si potrebbe approfondire la faccenda molto a lungo, magari indagando ancora più a fondo, ma lascio a voi le indagini, fateci sapere come la pensate e magari portate anche qualche documento a prova della vostra tesi.
I confronti sono sempre interessanti!

Fonte melaiphone, vitadigitale.corriere.it, greenpeace,melablog

E-mail: joker_dj@afterlife.it
 

Google
web sul sito

Hai dimenticato username o password?

Copyright © 2003 Afterlife Tutti i diritti riservati - info@afterlife.it